La frana che da giorni interessa Niscemi, nel Nisseno, registra un nuovo e grave sviluppo. Una palazzina di tre piani è crollata nel precipizio nella mattinata di oggi, dopo essere rimasta in bilico dal giorno del primo smottamento. L’edificio si trovava nel quartiere Sante Croci, sul ciglio del fronte di frana, all’interno della zona rossa istituita domenica e interdetta a residenti e traffico. Il crollo è avvenuto mentre sulla città pioveva quasi ininterrottamente da ore, un fattore che continua a destare forte preoccupazione per l’evoluzione del dissesto. L’area interessata dallo smottamento resta sotto stretta sorveglianza: transenne e posti di blocco separano le zone accessibili da quelle completamente interdette, mentre Protezione civile e Vigili del fuoco assistono i residenti nel recupero dei beni essenziali. Secondo i dati ufficiali, sono circa 1.500 le persone evacuate. Molte abitazioni presentano lesioni strutturali o si trovano a ridosso del costone creato dalla frana. Il quadro resta instabile e il rischio di ulteriori cedimenti non è escluso, soprattutto in caso di nuove precipitazioni.
Sul fronte istituzionale, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha firmato il decreto per l’istituzione di una Commissione di studio incaricata di approfondire le cause del movimento franoso, la sua velocità di evoluzione e le condizioni di rischio residuo. La Commissione, presieduta da Enrico Foti, rettore dell’Università di Catania, dovrà anche formulare proposte per la fase post-emergenziale e per la mitigazione del rischio idrogeologico sul territorio comunale. I lavori dovranno concludersi entro un mese, senza oneri economici per lo Stato. La vicenda ha già acceso il confronto politico. Matteo Renzi ha parlato di una sottovalutazione cronica del dissesto idrogeologico, chiamando in causa le responsabilità del governo nazionale e regionale e invocando un cambio di rotta nelle politiche di prevenzione. Intanto, a Niscemi l’emergenza resta aperta. Le piogge, l’instabilità del terreno e l’estensione della zona rossa rendono incerta la tempistica di un rientro per gli sfollati. Le prossime ore saranno decisive per capire se il fronte della frana si è arrestato o se il dissesto continuerà ad avanzare.
