MANCHESTER – Dalle polveri del Cesena ai riflettori accecanti del City of Manchester Stadium. Una transizione che sembra un sogno a occhi aperti, un salto nel tempo che riporta il Napoli dove gli compete.
E la squadra di Mazzarri non solo ci è arrivata, ma ha saputo esserne protagonista, dimostrando al mondo che il calcio italiano ha ancora il cuore pulsante di un passato glorioso che sembrava solamente un lontano ricordo. Quell’entusiasmo inarrestabile dei tifosi napoletani, giunti fin qui a migliaia, è la prova più tangibile: la magia di un tempo, quella dei sogni firmati Diego, è tornata a brillare. E per un istante, hanno creduto che il bottino potesse essere completo, grazie a un gol che ha fatto tremare lo stadio.
La famosa musichetta della Champions League non ha intimorito nessuno. Il Napoli è sceso in campo con l’atteggiamento giusto, lasciando il possesso palla ai padroni di casa e affidandosi a ripartenze fulminee, armi affilate pronte a colpire. La prima scossa arriva al 18′: un’azione che è pura poesia. Lavezzi si beve il suo marcatore con una finta, e il suo tiro, un siluro che sembra una sentenza, si stampa sulla traversa di Hart.
Un sussulto, un brivido.
Ma il City non sta a guardare: Dzeko e David Silva sfiorano il palo, ma è Tourè a mancare l’appuntamento col gol dopo un contropiede orchestrato alla perfezione da Silva, con il suo tiro che si stampa, anche lui, sul legno. Un palo per parte, il primo tempo si chiude con l’adrenalina alle stelle.
La ripresa parte a ritmi più blandi, ma è una calma apparente, la tempesta perfetta deve ancora arrivare. Al 57′ esce un Lavezzi stremato ma eccezionale. Neanche dieci minuti dopo, la svolta: Maggio, in un’irresistibile galoppata, penetra la difesa del City come un coltello nel burro caldo e serve Cavani. Il Matador, a tu per tu con Hart, non sbaglia, scaricando il pallone tra le gambe del portiere. Delirio sugli spalti: il City of Manchester si trasforma in una bolgia, una succursale del San Paolo.
L’incantesimo dura poco. Quattro minuti dopo, Kolarov si incarica di una punizione dalla distanza. La sua bomba, potente e precisa, si infila nell’angolino basso e ristabilisce la parità. Il pareggio accende la rabbia del Manchester, che si riversa in avanti per cercare la vittoria all’esordio casalingo. Ma il Napoli, con il cuore e l’anima, si arrocca e resiste, portando a casa un punto che vale molto di più di un semplice pareggio in classifica.
È la dimostrazione che questa squadra non è in gita in Europa, ma è qui per tornare a far sognare una città intera, su un palcoscenico che le appartiene per storia e passione.
