Venerdì 19/09, e aspettando il miracolo di San Gennaro, ecco a voi le nostre Dieci Opinioni.
LE NOTTI MAGICHE. La musichetta, quella dannata musichetta che mancava al Napoli da due stagioni. Con lo scudo sul petto e con quella voglia di far un gran bene, gli azzurri ritornano sui palcoscenici europei per dimostrare di poter competere con i più forti e quale inizio migliore se non proprio contro il City di Guardiola? THE CHAMPIONS.
IL DERBY. Manchester City – Napoli è indirettamente anche una partita da derby. Tra le fila del Napoli, gli ex Red Devils danno battaglia sul campo e se per Hojlund è stata solamente un’emozione di passaggio, per lo scozzese con il numero 8, il sentimento è ancora più forte, lui cresciuto tra le fila dello United e con quell’intrinseca percezione dell’odio verso quell’altra sponda di Manchester. MALEDETTO UNITED.
DE BRUYNE. Quasi tutta la sua carriera passata all’Etihad e il destino a volte sa giocare brutti scherzi: il belga, diventato a mani basse la colonna portante di questo nuovo Napoli di Conte 2.0, ritorna nel suo stadio e tra la sua gente. L’abbraccio virtuale dei 40 mila di Manchester lo commuove ma il 34enne di Dronghen non si fa scalfire dalle emozioni e fiero in petto, affronta il suo passato anche se per solo 25 minuti, causa il nuovo assetto post espulsione del capitano.
LA FORMAZIONE. I soliti grattacapi contiani che deve fare di necessità e virtù viste alcune defezioni. 4-1-4-1: confermato il quartetto offensivo più Lobotka a gestire il centrocampo. Prima in Champions per Milinkovic-Savic mentre a sx (aspettando il nuovo acquisto Gutierrez) schierato Spinazzola per contenere Doku. Hojlund come unico terminale offensivo. Rimasto in 10, dentro Olivera e dopo il doppio vantaggio inglese, Conte non trova la quadra nonostante gli ingressi di Gilmour, Neres e Elmas.
MANCHESTER CITY. Nulla da dire e/o sottolineare: una delle squadre più forti dell’intero panorama europeo. Gli uomini di Guardiola sono galvanizzati dopo la vittoria del derby con un Halaand in ripresa dopo la falsa partenza di agosto. Sugli scudi Doku e O’Riley
LA PARTITA. 20 minuti e il Napoli resta in 10 per l’espulsione di Di Lorenzo ma nonostante l’assedio alla Fort Apache, gli azzurri resistono stoicamente. Comincia il secondo tempo, qualche cambio per limitare le folate inglesi ma dal 60esimo, il City prende il largo: Halaand e Doku regalano i primi tre punti in Europa.
UOMO PARTITA. Errata corrige….gli uomini partita. Risultato a parte e senza ombra di dubbio, i migliori sono stati Vanja e Matteo. L’ex Toro non sente la pressione della prima volta e nei primi 45 minuti, fa una serie di interventi prodigiosi sugli attaccanti del City. Per Matteo….non ci sono più parole: polmoni d’acciaio.
IL RISULTATO. Poteva andare peggio visto il tasso tecnico degli uomini di Guardiola. Che questi 90 minuti siano da insegnamento anche per le partite future, soprattutto in materia di formazione e di gestione mentale.
PREFISSO 081. Il problema dei biglietti e i km con furgoni e aerei in partenza da mezza Europa. Il Napoli in Europa è una calamita a cui non si può resistere e come da premessa, la risposta 081 è stata massiccia con quei cori che hanno squarciato il grigio cielo inglese. A mani basse (e non perché siamo di parte) siete la tifoseria più bella, compatti e spalla a spalla in questa nuova avventura.
OPINIONE FINALE. Bentornati nel paese delle meraviglie e come tanti piccoli Alice, abbiamo oltrepassato la linea che separa la realtà dal surrealismo. Inseguendo il nostro bianconiglio in un giovedì sera di tachicardia, le ambizioni del Napoli in Europa, la stanchezza (e le bestemmie) della settimana, l’inferiorità numerica e l’inquietudine per il miracolo (quale dei due…a voi la scelta) si sono unite tutte sotto la stessa stella. E a noi piace così!
