Il Napoli torna a vincere in campionato dopo la sconfitta di Milano: ecco le nostre Dieci Opinioni sulla gara del Maradona terminata 2-1 per gli azzurri.
Ecco il 4-3-3. Invocato da una parte di stampa e tifoseria azzurra, Conte per la prima volta schiera il 4-3-3 puro dall’inizio, con l’insostituibile Politano a destra e Neres a sinistra, mentre Kevin De Bruyne parte dalla panchina. Il messaggio è chiaro per tutti: nonostante i titolarissimi e i fantastici 4 del centrocampo, tutto può cambiare e non solo per esigenze tattiche ma anche e soprattutto per dare spazio a tutti, in vista di una stagione lunga e faticosa.
Jeff Ekhator e la legge Napoli. Il classe 2006, alla prima da titolare, trova la prima gioia in A contro il Napoli: quasi una condanna per gli azzurri quella di essere la prima vittima in assoluta, ma auguriamo all’Under 21 azzurro un futuro diverso rispetto agli altri che si sono tolti la stessa soddisfazione… Così come siamo sicuri che il Genoa giocando con la stessa fame, cattiveria, voglia mostrata stasera potrà sicuramente raggiungere la salvezza: la domanda è se ciò accadrà nonostante l’avversario non sarà sempre il Napoli…
Savic e il piede fatato. Dopo la partita super in Champions, Milinkovic viene confermato titolare e regala una prestazione d’alto livello non a livello di parate, quasi mai chiamato in causa e incolpevole sul gol subito, ma come primo playmaker del Napoli: ogni suo rinvio è una potenziale occasione da gol, ogni sua apertura è di una precisione sontuosa per azionare gli esterni, ogni suo passaggio elude il pressing avversario e aiuta la costruzione dal basso. Il portiere deve parare, ma se a quello aggiunge quei piedi fatati…
Quando Anguissa decide di fare tutto da solo. Siamo onesti, alcune prestazioni, come quella di Milano, e alcuni momenti della gara ci fanno dubitare di quel gigante di Frank: poi però decide finalmente di fare ciò che sa fare meglio, spaccare le gare, e comincia ad essere onnipresente e con una foga, intensità, forza che quasi fanno passare in secondo piano il gol e il contributo sul gol di Hojlund. Man of the match for a reason.
Politano, Lobotka e gli infortuni evitabili? Prima il regista slovacco, poi l’onnipresente Matteo, entrambi escono per problemi fisici. La domanda nasce spontanea: visto l’impatto di Gilmour e della sua regia verticale, e considerate le alternative offensive in rosa, perché spremere sempre e comunque determinati giocatori, andando a rischiare infortuni gravi per il resto della stagione?
McTominay e la ricerca di identità. Siamo subiti chiari, ogni possibile critica a Scott è follia, dato l’importanza tattica, il lavoro sporco in fase difensiva, la quantità di corsa messa in campo e gli inserimenti classici in attacco. Ma altrettanto innegabile è la palpabile difficoltà di Scott di incidere come lui vorrebbe, come lui sa fare e ha sempre fatto: siamo sicuri che è solo questione di tempo e meccanismi, e poi rivedremo il nostro McFratm.
Altro giro, altro Spinazzola-show. Olivera garantisce una solidità difensiva e una abnegazione fondamentale, soprattutto in certe partite, ma è toccabile con mano l’elettricità che porta in campo l’ingresso di Leo: ogni azione, ogni progressione, ogni uno contro uno trasmette la sensazione di pericolo costante. Rinascita e rivincita contro chi continua a ignorarlo…
Lo strano caso Hojlund: la Maledizione di Manchester vs la Benedizione di Napoli. Siamo un popolo scaramantico, ma siamo anche un popolo pieno di fede: ed è evidente che la mano di San Gennaro, o di San Antonio Conte, unita alla fiducia della città messa in questo ragazzo ha vinto l’oscurità di Manchester, ha sciolto il freddo che si portava dietro, ha ridato gioia a un attaccante bloccato dalla tristezza passata. Trascinatore prima dei tifosi e poi della squadra, bomber di razza pura, sorriso stampato sul volto da quando è a Napoli come un bambino al parco giochi. Siamo ai tuoi piedi Rasmus.
Mai dubitare di Antonio Conte. Possiamo sicuramente sottolineare alcune difficoltà in fase di costruzione offensiva, alcune fragilità difensive non viste in passato, e addirittura essere contrariati da alcune scelte: ma non possiamo mai dubitare davvero di questo uomo ossessionato dalla vittoria, dal lavoro, dal sacrificio fino alla fine. Grida come un forsennato, sembra quasi entrare in campo per dare indicazioni, esulta come un napoletano da sempre a fine match: siamo ai tuoi ordini Comandante.
Il Napoli e l’amore per il primo posto. Come un amante geloso non sopporta di condividere l’amata con nessun altro, così il Napoli non tollera l’idea di lasciare il primo posto ad altri. Siamo solo all’inizio, ma il messaggio è chiaro per tutti: sarà lotta fino alla fine.
