Dopo la super vittoria maturata per 3-1 contro l’Inter, in una partita con non poche polemiche, Antonio Conte è intervenuto in conferenza stampa per analizzare la prestazione e il momento della sua squadra:
Come si ritrova compattezza in tre giorni? “Faccio io la domanda, come si fa a distruggere tutto in una settimana? Questo deve farci riflettere. lo lo dico con tutto il rispetto, ma a volte c’è mancanza di rispetto verso chi lavora. Perché si esagera, a tutto c’è un limite e noi dobbiamo essere bravi a metterci l’elmetto, non ascoltando nulla e andando avanti per la nostra strada. Oggi abbiamo vinto e inizio a dire che da inizio anno abbiamo tanti infortunati, con il PSV ne mancavano quattro, col Torino sette, oggi tre, poi si sono fatti male Meret e De Bruyne. Sicuramente è un momento in cui si muove qualcosa ci cade addosso, ma nonostante questo reagiamo e affrontiamo le situazioni nella giusta maniera. Non possiamo però non pensare che Lukaku non c’è da inizio campionato così come Rrahmani, come McTominay che è stato fuori, Hojlund fuori tre partite, anche Lobotka. Se vogliamo far diventare il Napoli un bersaglio…”
Il PSV era un campanello d’allarme? “Gli interrogativi ci sono e ci saranno, da inizio stagione dico alcune cose. Quali interrogativi?Sarà una stagione complessa di questo, quello e quellaltro. Se ci si si mettono di mezzo gli infortuni lo sarà ancora più complessa. La sconfitta con il PSV ci ha fatto incazzare, con il City eravamo stati bravi a limitare la goleada, in Olanda no. I giocatori sanno che la testa non va mai persa, nelle cadute si deve essere bravi ad imparare e capire che non dobbiamo mai perdere lo spirito che ci ha contraddistinto, che siano 5 o 11 titolari. Oggi abbiamo vinto contro la squadra più forte del campionato, che ha vinto lo scudetto e fatto due finali di Champions. Per me è la squadra più forte in assoluto, non è facile. Se la rigiochiamo non so cosa possa accadere, ma siamo stati bravi perchè loro erano venuti per ammazzarci sportivamente, io lo avrei detto ai miei. Non abbiamo voluto morire sportivamente, si poteva perdere ma non in una brutta maniera. E siamo riusciti a vincere e a rendere orgogliosi i tifosi che devono credere in noi, i ragazzi daranno tutto per la maglia fin quando ci sarò io, poi non so cosa succederà. Siamo pronti a sputare sangue per la maglia del Napoli.”
In settimana cosa ci siamo detti? “Sono passati tre giorni in tutto dal PSV, abbiamo analizzato bene e i ragazzi sanno che io sono un allenatore che non gira le spalle ad un problema, anche a brutto muso. Cè un rapporto schietto, io sono talmente leale con loro nelle cose dirette che abbiamo affrontato il problema con i vecchi e con i nuovi, se non vogliamo che diventi una stagione come quella di due anni, dobbiamo non perdere mai lo spirito che ci ha contraddistinto. Lo devono avere i vecchi e i nuovi che si sono inseriti, che devono capire velocemente il nostro spirito. Oggi è stata una partita importante, ci ha fatto capire che se vogliamo anche tra mille difficoltà possiamo sempre dire la nostra, essere duri a morire: per me è importante, al di là della vittoria o della sconfitta. Perdere come col PSV non mi era mai accaduto ma c’è sempre una prima volta, ma anche per i ragazzi non deve essere certo l’inizio di un cataclisma bensì un segnale che la musica deve cambiare, a prescindere da chi scende in campo. I ragazzi hanno dato una risposta importante, sono contento. Ci stiamo conoscendo meglio con i nuovi, i vecchi già mi conoscono ma l’asticella delle pretese è ancora più alta.”
Mc Tominay su Barella e Neres ha allungato la squadra? Quindi è stata una grande mossa? “Anche Jesus oggi ha giocato centrodestra e ha fatto bene…noi allenatori veniamo spesso criticati per questo e quell’altro, poi magari azzecchi la mossa per fortuna eh. È stata una scelta felice viste le caratteristiche dellInter, mettere Lucca con Acerbi, Akanji e Bastoni sarebbe stato come offrirgli un piatto. Mettere un calciatore con le caratteristiche di Neres ha scompaginato i piani, mi sono affidato a Juan sul centro destra e ho avuto grandi risposte. Questa è una squadra che deve crescere, vecchi e nuovi, dobbiamo integrarci sapendo che sarà fondamentale lo spirito di squadra: dovrà essere al centro di tutto, non me ne frega degli individualismi a costo di lasciare fuori. E un messaggio che abbiamo mandato a tutti, vecchi e nuovi si può fare una stagione per raggiungere l’obiettivo che farebbe contento il presidente e che ci permetterebbe di giocare la prossima Champions League.”
Cosa è successo con Lautaro Martinez? “La partita era tosta, maschia e calda. Ci sta che ci sia un battibecco. lo dell’inter ricordo due anni in cui sono tornato a vincere lo scudetto dopo dieci anni, facendo vincere chi non aveva mai vinto e instradandogli in ciò che hanno fatto. Lautaro è un grande calciatore, dal punto di vista umano in due anni c’è poco tempo per conoscere una persona”
