L’aria all’Olimpico è insolitamente fredda, ma il gelo vero cala sugli spalti dopo appena due minuti. La Roma di Spalletti, con il suo calcio champagne, si ritrova subito sotto. È il Pocho Lavezzi a rompere gli equilibri con una giocata di rara bellezza, sfruttando un’ingenuità della difesa giallorossa. L’Olimpico, stranamente semi-vuoto per via di restrizioni del Prefetto, trattiene il fiato, come se sapesse che quella gara è appena all’inizio di un’opera teatrale imprevedibile.
La Roma, ferita nell’orgoglio, non ci sta e comincia a macinare gioco, a tessere la sua tela a ritmi forsennati. La reazione è rabbiosa, quasi violenta, ma i tentativi si infrangono contro il muro eretto dal Napoli di Reja. Serve un episodio per scardinare la difesa partenopea, e l’episodio arriva puntuale alla mezz’ora: un rigore concesso per un fallo su Pizarro. Sul dischetto va il Capitano, Totti, che spiazza Iezzo e fa 1-1, accendendo la scintilla della rimonta. L’inerzia della partita cambia completamente, e la Roma, galvanizzata, ribalta il risultato prima dell’intervallo con Perrotta, bravo a sfruttare una respinta del portiere su tiro del numero 10 giallorosso.
La ripresa è pura adrenalina. Il copione della gara si ripete: gol lampo del Napoli. Allo scoccare del secondo tempo, è il talento cristallino di un giovanissimo Hamsik a ristabilire la parità, con un destro fulminante che sorprende la difesa capitolina. Un’altra mazzata, ma la Roma non demorde e De Rossi fa impazzire l’Olimpico, con un tiro da fuori area che beffa il numero uno azzurro. La Roma è di nuovo avanti,
Sembra fatta, ma questo Napoli non molla mai. In un Olimpico surreale, è l’uruguaiano Walter Gargano a lanciare l’ennesimo guanto di sfida. Un’azione prolungata del Napoli si conclude con un tiro potente e preciso dalla distanza che lascia di stucco Curci, portando il punteggio sul 3-3. Ma il match è una giostra impazzita di emozioni, e quando Pizarro si presenta su un calcio di punizione, tutti sanno che qualcosa sta per accadere. Un tiro perfetto, una traiettoria che non lascia scampo, e la Roma è ancora in vantaggio, 4-3, a dieci minuti dalla fine.
L’Olimpico esplode, si accinge a festeggiare, ma il destino ha in serbo un ultimo colpo di scena. A quattro minuti dal termine, su un’altra punizione battuta magistralmente da Hamsik, spunta la testa di Zalayeta. Il pallone si insacca, è il 4-4 definitivo.
La partita si conclude con il boato degli spalti, che salutano una gara memorabile, un pareggio che, nonostante il risultato, vale come una vittoria per il Napoli e lascia un sapore agrodolce per la Roma, nettamente superiore agli azzurri di Reja. Una partita che resterà per sempre negli annali, un’ode al calcio spettacolo, dove l’attacco ha prevalso sulla difesa, lasciando un ricordo indelebile di una notte pazzesca, una sinfonia perfetta nel caos di Roma di inizio inverno.
