Oggi torniamo al 6 gennaio 2010, per rivivere un’impresa che ha fatto sognare la città di Napoli, soprattutto per quella che è ancora una delle rivalità più sentite: la vittoria per 2-0 contro l’Atalanta.
Era un Napoli in rampa di lancio, guidato da un’energia contagiosa e da una voglia matta di risalire la china. La sfida contro l’Atalanta non era un appuntamento come gli altri: era l’occasione per dimostrare a tutti che il sogno Champions, quello che la piazza chiedeva a gran voce, era ormai possibile. E i ragazzi di Mazzarri non hanno deluso le aspettative!
In un Atleti Azzurri d’Italia ribollente di passione (accompagnata sempre da qualche becero coro di matrice razzista), è stata la classe cristallina di Fabio Quagliarella ad aprire le danze. Il suo gol, una magia da fuori area come solo il numero 27 sapeva fare, ha spezzato l’equilibrio, mettendo il Napoli sulla giusta strada. E quando sembrava che l’Atalanta potesse rientrare in partita, ci ha pensato Michele Pazienza a sigillare il risultato, con un colpo da maestro che ha spento le speranze dei padroni di casa.
Una vittoria che non è stata solo una questione di gol, ma una dimostrazione di forza, di solidità e di determinazione. Il Napoli ha tenuto a bada la foga bergamasca, gestendo il match con saggezza e colpendo al momento giusto, grazie anche alla velocità fulminea di un certo Ezequiel Lavezzi.
Al fischio finale dell’arbitro Rosetti, i tifosi dell’Atalanta, delusi, non hanno risparmiato i fischi alla propria squadra, mentre il Napoli festeggiava una vittoria che lo proiettava sempre più in alto, verso quel sogno chiamato Champions League. Una partita che resterà impressa nella memoria di tutti i tifosi azzurri come un passo fondamentale in una cavalcata indimenticabile.
