Un agguato armato all’alba, in strada, tra giovani ancora in giro dopo la notte. È morto così Fabio Ascione, 20 anni, colpito al torace da uno o più proiettili in via Carlo Miranda, nel quartiere Ponticelli, periferia orientale di Napoli. Il fatto è avvenuto intorno alle 5, nei pressi del bar Lively. Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, i responsabili avrebbero aperto il fuoco da uno scooter o da un’auto, senza scendere dal mezzo, per poi darsi alla fuga. In strada erano presenti diversi ragazzi: resta da chiarire se Ascione fosse il bersaglio designato o se sia stato colpito accidentalmente. Il giovane è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’Ospedale Villa Betania, dove è morto poco dopo l’arrivo nonostante i tentativi dei medici. Nato il 26 marzo 2006, risultava incensurato, elemento che complica la definizione del contesto e del possibile movente.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del nucleo radiomobile e del nucleo operativo di Poggioreale, che hanno avviato i rilievi e le indagini. Tra le criticità, l’assenza di un sistema di videosorveglianza pubblica nell’area: gli investigatori stanno acquisendo eventuali immagini di telecamere private, in particolare quelle dell’esercizio davanti al quale si è consumato il raid, oltre ai dati dei lettori di targa presenti nella zona. Le verifiche si concentrano anche sulle frequentazioni della vittima, sugli ultimi contatti e su eventuali tensioni personali. Al momento non emergono collegamenti diretti con ambienti della criminalità organizzata, ma gli inquirenti non escludono alcuna pista: dall’errore di persona a un regolamento di conti, fino a dinamiche maturate in contesti giovanili. L’area in cui è avvenuto l’omicidio resta sensibile dal punto di vista criminale. In passato legata al clan Sarno, oggi è considerata sotto l’influenza del clan De Micco. Tuttavia, allo stato, non ci sono elementi definitivi che colleghino l’agguato a una matrice camorristica. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’azione e identificare gli autori. Centrale sarà l’analisi balistica e la raccolta di testimonianze utili a chiarire cosa sia accaduto nei minuti precedenti e successivi agli spari.
