Una ricorrenza che è una tradizione dalle radici oltre oceano, la festa di Halloween ha conquistato da tanto tempo anche l’Italia, trovando in Napoli una delle sue capitali ideali. La città partenopea, con il suo legame viscerale con il sacro e il profano, il culto delle “anime pezzentelle” e le storie di fantasmi che popolano il sottosuolo, sembra quasi fatta ad hoc per accogliere la notte più tenebrosa dell’anno.
Tra antichi folklore e nuove tradizioni, Napoli si trasforma per l’occasione in un palcoscenico a cielo aperto, dove l’atmosfera intrisa di mistero dei vicoli e stradine incontra il desiderio di divertimento di grandi e piccini. Ed è proprio con questo spirito che Napoli si prepara a festeggiare Halloween 2026, con un ricco programma di appuntamenti tra visite guidate notturne, escursioni, leggende misteriose e feste in maschera.
Per gli amanti delle storie di un tempo, ‘appuntamento da non perdere è al museo Il Cantastorie, all’interno dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. Il 31 ottobre, le sale silenziose custodi di secoli di memoria prendono vita con una speciale visita guidata teatralizzata in compagnia del Munaciello, celebre figura inconfondibile del folklore partenopeo. Tra antichi registri, documenti e racconti dimenticati, i partecipanti potranno esplorare il museo dopo il tramonto, accompagnati da storie misteriose e incursioni teatrali. La serata terminerà con un aperitivo a base di taralli e vino.
Per chi invece desidera scoprire il volto più misterioso della città, il 31 ottobre e il 1° novembre è in programma una visita guidata dedicata alla Napoli esoterica. Il percorso attraversa il centro storico, partendo da Piazza del Gesù Nuovo e toccando luoghi come Santa Chiara, Piazza San Domenico Maggiore e la Cappella Sansevero, osservata dall’esterno.
Ma il mistero partenopeo non abita solo in superfice. Il 30 e 31 ottobre le viscere della città aprono le loro porte con la suggestiva visita notturna alla Galleria Borbonica. Un percorso sotterraneo tra cunicoli, antiche cisterne e testimonianze del lavoro dei pozzari, che culmina con un suggestivo tragitto in zattera sulle acque sotterranee di Napoli.
Infine, per chi cerca un’emozione a contatto con gli elementi primordiali, la magia della notte si sposta sul Vesuvio. Per gli amanti della natura, Il 31 ottobre, la Valle dell’Inferno, nel Parco Nazionale del Vesuvio, ospita un’escursione guidata tra sentieri vulcanici, racconti misteriosi e brevi interventi teatralizzati. Il percorso, lungo circa 4,5 chilometri, permette di osservare antiche colate laviche e paesaggi suggestivi, con una pausa dedicata ai tradizionali taralli napoletani.
Aldilà dei vari eventi in programma, a rendere Napoli la meta ideale per Halloween è la sua profonda intimità con il mondo dell’oltretomba. Tra vicoli scuri, ipogei e palazzi d’epoca, la città conserva un patrimonio unico di usanze e storie di presenze incorporee.
Ne è un esempio emblematico il culto delle “anime pezzentelle”, l’antico culto delle anime del Purgatorio a Napoli affonda le sue radici nel Seicento presso l’Ipogeo di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, dove la devozione cattolica e la pietas popolare si sono fuse in un rituale unico.
A differenza dei tradizionali suffragi, il popolo napoletano ha scelto di “adottare” le anime pezzentelle, dal latino petere, chiedere per ottenere, ossia i resti anonimi e abbandonati sepolti nelle fosse comuni. I fedeli sceglievano un teschio — ritenuto sede dell’anima —, curandolo e riponendolo in apposite nicchie per offrire il refrisco, ovvero il refrigerio dalle pene del Purgatorio. In cambio di questo costante accudimento, il vivo chiedeva all’anima adottata grazia, protezione e assistenza interiore, creando un legame intimo e indissolubile tra il mondo dei vivi e quello dei defunti.
Accanto a questa antica devozione, spicca una leggenda molto affascinante della tradizione partenopea, La Bella ‘Mbriana, ossia lo spirito protettore della casa, e antagonista del Munaciello.
Se ‘O Munaciello è lo spiritello dispettoso, la Bella ’Mbriana è l’entità benefica che custodisce le mura domestiche. Il termine ’mbriana deriva dal nome meridiana, lo strumento di rivelazione del tempo basato sull’osservazione della posizione del sole. Generalmente la meridiana è associata alla luce e al calore. L’appellativo bella ‘mbriana, dunque, viene attribuito ad una figura considerata dal folclore napoletano il simbolo del calore domestico e dell’accoglienza e dell’unione familiare.
La leggenda narra che fosse in origine una bellissima principessa che, impazzita per un amore non corrisposto, iniziò a vagare da sola per i vicoli della città. Impietositi, i cittadini aprivano le porte delle loro case per darle rifugio. Fu quando l’opinione popolare iniziò ad accostare alla presenza della fanciulla i doni misteriosi arrivati in cambio che nacque il mito. Accogliere in casa lo spirito della Bella ‘Mbriana allora iniziò ad essere collegato al benessere della famiglia e dei membri che la compongono.
Tra leggende popolari e storia, il capoluogo partenopeo rappresenta un territorio ideale per festeggiare una festa che suppur americana per origine, ha trovato a Napoli la sua naturale dimora italiana.
