Condizioni ideali per il match point iridato. Il Gran Premio è andato in scena sul circuito di Citta del Messico, lungo 4304 metri, situato a 2285 metri sul livello del mare e con 71 giri da percorrere. Cielo limpido, 27°C e raffiche di vento moderate sul rettilineo dei box hanno accompagnato la gara, senza l’insidia della pioggia.
La griglia di partenza
La prima, emozionante pole position di Lewis Hamilton al volante della Ferrari, conquistata all’età di 41 anni, ha reso ancora più speciale un weekend di Formula 1 che definire storico sarebbe persino riduttivo. Il sogno di quel ragazzino che guardava correre la Rossa di un certo Michael Schumacher.
A completare la griglia di partenza, alle spalle del pilota dal casco giallo, sono stati: George Russell (Mercedes), Charles Leclerc (Ferrari), Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), Max Verstappen (Red Bull), Lando Norris (McLaren), Isack Hadjar (Red Bull), Arvid Lindblad (Racing Bulls), Pierre Gasly (Alpine), Nico Hulkenberg (Audi), Franco Colapinto (Alpine), Oscar Piastri (McLaren), Oliver Bearman (Haas), Carlos Sainz (Williams), Alexander Albon (Williams), Fernando Alonso (Aston Martin), Ryo Hirakawa (Haas), Gabriel Bortoleto (Audi), Lance Stroll (Aston Martin), Sergio Perez (Cadillac), Valtteri Bottas (Cadillac) e per finire un Liam Lawson (Racing Bulls) penalizzato.
La gara
Lewis Hamilton ha mantenuto inizialmente la leadership, ma il compagno di squadra Charles Leclerc ha subito tentato l’attacco in maniera aggressiva. Il duello tra le due Ferrari si è acceso nelle prime curve, con il monegasco che ha tagliato una parte del tracciato guadagnando la posizione. L’episodio è finito sotto investigazione e Leclerc ha ricevuto una penalità di cinque secondi. A beneficiarne è stato Max Verstappen, autore di un’ottima partenza dalla quinta posizione: è riuscito a sfruttare il duello tra i due ferraristi riuscendo ad inserirsi in un sandwich tutto rosso.
Alle loro spalle, George Russell ha perso diverse posizioni a causa di un problema nell’erogazione della potenza. Il britannico è stato successivamente protagonista di un contatto con Isack Hadjar, episodio che gli è costato una penalità di dieci secondi, compromettendo ulteriormente la sua gara.
La prima parte della corsa è stata caratterizzata da diversi ritiri e momenti di tensione. Le Aston Martin di Fernando Alonso e Lance Stroll hanno abbandonato la gara nelle prime battute, mentre al giro 44 Valtteri Bottas è stato protagonista di un pesante incidente che ha provocato l’esposizione della bandiera rossa, interrompendo temporaneamente la corsa. La neutralizzazione ha modificato gli equilibri strategici e azzerato parte dei vantaggi costruiti dai piloti nella gestione degli pneumatici.
Alla ripartenza, Verstappen si è ritrovato davanti a Hamilton, con Leclerc e Antonelli immediatamente alle loro spalle. Il britannico della Ferrari ha provato a mettere pressione al pilota Red Bull, mentre il giovane italiano, dopo qualche giro, ha approfittato del bloccaggio delle ruote anteriori di Leclerc per superarlo in curva uno e conquistare la terza posizione.
Nelle battute finali, Hamilton ha continuato a insidiare Verstappen, senza però riuscire a completare il sorpasso. Un’ulteriore Safety Car, provocata dal contatto tra Oscar Piastri e Arvid Lindblad, ha ricompattato il gruppo a otto giri dalla conclusione.
L’ultimo restart ha regalato un finale ad alta tensione: Verstappen ha difeso la leadership dai ripetuti attacchi di Hamilton, riuscendo a tagliare il traguardo con appena 799 millesimi di vantaggio.
Il Gran Premio di Città del Messico 2026 si conclude, dunque, con il trionfo di Max Verstappen che conquista la vittoria all’Autódromo Hermanos Rodríguez, precedendo Lewis Hamilton e Kimi Antonelli, rispettivamente secondo e terzo. Ai piedi del podio Charles Leclerc, seguito da Lando Norris, George Russell, Oscar Piastri, Franco Colapinto, Liam Lawson e Pierre Gasly a chiudere la zona punti.
Tutti i meriti della vittoria messicana vanno riconosciuti a un grande campione come Max Verstappen, autore di una prestazione di assoluto valore. Ma la domenica appena trascorsa ha avuto un nuovo protagonista destinato a grandi traguardi: Andrea Kimi Antonelli.
Dopo 73 anni dall’ultimo titolo conquistato da un italiano, grazie ad Alberto Ascari nel 1953, il tricolore torna sul tetto del motorsport mondiale. In classifica piloti, Antonelli si laurea campione del mondo con 380 punti, davanti a Verstappen (261), Hamilton (259), Russell (250), Leclerc (245) e Norris (221). Tra i costruttori, Mercedes continua ad imporsi con 630 punti, davanti a Ferrari (504), Red Bull (382) e McLaren (365).
Il migliore
E’ stata una notte di festa per l’Italia. Andrea Kimi Antonelli è il campione del mondo più giovane di tutti i tempi. All’età di 20 anni e 68 giorni ha conquistato il titolo mondiale di Formula Uno 2026 con ben 4 gare di anticipo rispetto alla conclusione del campionato e mettendo in mostra maturità, continuità e dominio nel confronto con i propri colleghi.
Pur non avendo conquistato la vittoria sul circuito di Città del Messico, questo è il suo momento: Antonelli è il protagonista assoluto della stagione. Un risultato incredibile per il pilota italiano e una firma destinata a rimanere impressa nella storia del motorsport.
Complimenti Kimi!
