Partinico, urla a bulli di rallentare: muore massacrato di botte

Pierluigi Perretta
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Gioacchino Vaccaro

Il pestaggio a Partinico, dopo una banale lite in strada, qualche parola di troppo e una violenza cieca. Si muore per nulla a Partinico, paese dell’hinterland palermitano, dove il 45enne Gioacchino Vaccaro ha perso la vita dopo una lite in strada con due fratelli. Secondo una prima ricostruzione Vaccaro passeggiava in strada con la moglie in largo Avellone. Un’auto con due giovani sarebbe passata ad alta velocità e l’uomo avrebbe urlato loro di rallentare, suscitando la loro reazione violenta. I due si sarebbero fermati e lo avrebbero aggredito, picchiando selvaggiamente l’uomo, che gestiva un negozio di frutta e verdura nella cittadina. Terrorizzata, la moglie avrebbe chiamato al cellulare il figlio 17enne che sarebbe accorso sul posto, raggiungendo i genitori e avrebbe poi accompagnato il padre, ferito, in ospedale.

La vittima è morta domenica sera all’ospedale Civico di Palermo, dove era arrivata insieme ai suoi familiari per farsi medicare e visitare dopo una colluttazione con due automobilisti. Improvvisamente, al pronto soccorso, ha avuto un malore e si è accasciato a terra. Inutili i soccorsi. A stabilire le cause del decesso sarà il medico legale che dovrà chiarire se a uccidere Vaccaro sia stata una emorragia interna causata dai pugni o una causa naturale. Sul caso sta indagando la squadra mobile che ha sentito testimoni e gli automobilisti, due fratelli, che hanno litigato con la vittima. La vicenda, dunque, è ancora tutta da capire. Di certo c’è che i due fratelli, in serata, si sono presentati alla caserma dei carabinieri per raccontare la loro versione e poi sono stati portati alla polizia, che indaga sul caso, per essere sentiti. Al vaglio ci sono anche le telecamere di sorveglianza della zona — il fatto è avvenuto a poca distanza dal negozio della vittima — che potrebbero aver ripreso tutto. Solo un anno fa in un paese vicino, Balestrate, durante una rissa scoppiata fuori da una discoteca un ragazzo di 19 anni, Francesco Bacchi, era stato ucciso a calci e pugni. Per il gup fu un omicidio preterintenzionale: Andrea Cangemi, il responsabile, è stato condannato poi a 14 anni e 8 mesi.