Napoli: Politano e secondo posto.

Enrico Russo
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Nel giorno di Pasquetta, al Maradona va in scena il big match serale della 31esima giornata di Serie A: il Napoli di Conte ospita il Milan di Allegri per restare in scia dell’Inter e non chiudere definitivamente il discorso scudetto. Il tecnico leccese, per l’occasione, schiera tutti Fab Four dal primo minuto ma è costretto a rinunciare ad Hojlund e al posto del danese, chance dal primo minuto per Giovane. Riflettori accesi sulla sfida De Bruyne – Modric (62 trofei in due). Arbitra il signor Doveri.

Inizio di marca rossonera nel primo tempo: il Milan impone il proprio ritmo grazie al pressing di Rabiot e all’estro del croato. Proprio quest’ultimo, al 12′, costringe Buongiorno al fallo, rimediando un’ammonizione ai danni del difensore azzurro. Non passano neanche venti minuti e il match si infiamma: le squadre si allungano favorendo il gioco sulle fasce. Proprio dalla corsia mancina nasce la prima vera occasione per il Napoli, ma la conclusione a giro di Spinazzola manca di precisione. Le due squadre si sfidano in un prolungato possesso palla, cercando il varco giusto per scardinare le difese. Tuttavia, i pericoli maggiori arrivano in contropiede: prima Nkuku, poi Giovane falliscono l’occasione del vantaggio. Nonostante il minuto di recupero, il match non si sblocca e si va al riposo sullo 0-0.

Comincia la ripresa e Il copione del match non cambia all’inizio della ripresa: le due formazioni continuano a sfruttare l’ampiezza delle fasce e i tagli della punta centrale. Al minuto 50, è proprio l’attaccante azzurro ad andare vicinissimo alla rete del vantaggio.  Settantesimo e Conte cambia l’assetto tattico: dentro Alisson e Politano mentre McTominay avanza nel ruolo di falso nueve. L’ingresso del brasiliano sposta subito gli equilibri: è proprio dai suoi piedi che nasce l’azione del vantaggio al Maradona. Dopo uno scambio nello stretto con Olivera, l’uruguaiano pennella un cross al centro dove Politano, con una splendida coordinazione mancina al volo, trafigge Maignan. Sale in cattedra Anguissa: complice l’uscita di De Bruyne, il camerunense prende in mano le redini del centrocampo e orchestra i movimenti dei compagni. Grazie alla sua leadership, il Napoli serra i ranghi e riesce a contenere con ordine il forcing arrembante del Milan nei minuti di finale. Al triplice fischio, Napoli batte il Milan 1 a 0.

In un Maradona straripante, avvolto da una coreografia che pareva uscita da un documentario sui fasti dorati di un tempo, il Napoli si prende il secondo posto. È un secondo posto che pesa, che toglie il fiato e mette pressione a chi lassù, con la maglia a strisce, prova a dettar legge. Gli azzurri continuano a inseguire quel loro sogno ostinato e, in una sera sospesa tra il surrealismo di un tifo commovente e la realtà del campo, l’intero campionato ha dovuto finalmente ricordare chi sono i campioni e perché, con un orgoglio che commuove, portano ancora quello scudo cucito sul petto.