La camorra manageriale: l’Inchiesta che svela il potere silenzioso del Clan Russo nell’Agro Nolano

Una maxi-operazione della DDA ha portato a 44 misure cautelari (34 in carcere e 10 ai domiciliari). Le accuse: associazione mafiosa, estorsioni, scambio elettorale e un vasto sistema di scommesse. Un'indagine che svela un sistema di infiltrazione "elegante" che, senza sparare, controllava politica, affari e uffici tecnici.

Annalaura Sorrentino
11 Min Read
Servizio: Contenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili. Scopri di più

La maxioperazione della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per 44 persone (per 34 di esse è stata disposta la custodia in carcere, per 10 gli arresti domiciliari), non ha solo scoperchiato reati ed episodi di intimidazione. Ha mostrato il funzionamento di una camorra che aveva imparato a parlare poco e a incidere molto, usando metodi più eleganti, quasi “manageriali”.

Nelle 461 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Isabella Iaselli, su richiesta dei pm Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano, si racconta di come nei comuni di Nola, Cicciano e Casamarciano si muoveva un sistema accurato, invisibile, calibrato.

Gli indagati sono 62. Le accuse, formalizzate dalla Procura, sono pesantissime e vanno dall’associazione di tipo mafioso all’estorsione (anche tentata), passando per lo scambio elettorale politico-mafioso e una massiccia associazione finalizzata all’esercizio abusivo di giochi e scommesse, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

Il “Sistema” Russo: affari, scommesse e politica

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna tra il 2022 e il 2024, ha ricostruito la piena operatività del clan Russo. Un sistema che si muoveva su tre direttrici principali.

1. Il Controllo Economico e Immobiliare Il clan esercitava il controllo, diretto e indiretto, di tutte le attività economiche, “soprattutto nel ramo immobiliare”. Come confermato dalla Procura, pretendeva il pagamento di somme di denaro “sulle compravendite immobiliari, sulle procedure di progettazione e sull’iter delle relative pratiche al comune”. I proventi venivano poi ripartiti tra gli associati e conferiti alla cassa comune per il “sostentamento delle famiglie dei detenuti”.

2. L’Alleanza per il Gioco d’Azzardo Un capitolo chiave dell’indagine è l’alleanza con esponenti di spicco del clan Licciardi della Masseria Cardone di Secondigliano. Insieme, avrebbero gestito un sistema illecito di giochi e scommesse nel nolano, “mediante la raccolta clandestina delle scommesse e la gestione di giochi on-line in denaro, con la previa creazione e gestione di siti clandestini”. Questo sistema generava ulteriori condotte estorsive ai danni dei titolari dei centri scommesse per recuperare i debiti di gioco.

3. L’Infiltrazione Politica: i voti che non si regalano mai La terza direttrice era l’influenza politica. Secondo gli inquirenti, un patto silenzioso avrebbe condizionato le ultime tornate elettorali del Comune di Casamarciano (giugno 2022) e del Comune di Cicciano (maggio 2023).

Come spiegato dal maggiore Andrea Coratza, comandante del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna: “Alcuni candidati che avevano accettato l’accordo economico col clan in cambio di voti… sono stati eletti”.

Tutto passava attraverso intermediari, senza incontri diretti. Un’intercettazione descrive il clima: “Quelli là devono ricordare chi gli ha fatto prendere i voti… poi quando serve una mano ce la devono dare, senza storie”.

Il risultato? A Cicciano, alcuni candidati risultarono eletti nella maggioranza. A Casamarciano, altri entrarono all’opposizione. Il clan non aveva colore politico. Aveva interessi.

Il potere della parola sussurrata e il coraggio dell’unica denuncia

Il vero volto del controllo emerge nella storia dell’ingegnere, dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nola. Una professionista che si ritrova davanti un ex consigliere comunale (oggi ai domiciliari) che, secondo l’accusa, parlava per conto del clan.

L’uomo non urlava. Non minacciava. “Stai attenta a quello che fai…”, le disse, per “consigliarle” di gestire in modo più morbido alcune pratiche edilizie di interesse dei Russo.

L’ingegnere ebbe il coraggio di denunciare. L’unica denuncia arrivata in tutta l’inchiesta.

Il maggiore Coratza lo ha detto chiaramente: “In un territorio apparentemente tranquillo nessun imprenditore ha denunciato estorsioni”. Eppure, il comunicato della Procura conferma l’esistenza di “varie condotte estorsive, ai danni di tecnici comunali, progettisti, imprenditori, committenti di lavori”. La minaccia non era la pallottola, ma la frase detta con un mezzo sorriso.

La Nuova Camorra: laureata, elegante, invisibile

Il clan Russo stava cambiando paradigma grazie anche a figure come Michele Russo, 44 anni detto “Michelino”, laureato in ingegneria. Non più richieste esplicite di denaro, ma un metodo più sottile: l’ingegnere veniva assunto da uno studio, imponeva consulenze, intermediazioni.

Come racconta una conversazione: «Se passa lui nei lavori, tutti stanno più tranquilli… sanno chi è». Il cognome faceva da biglietto da visita. Gli imprenditori accettavano non per intimidazione aperta, ma perché valeva la regola non scritta: meglio averli dalla propria parte.

La curia e il terreno “Indirizzato”

L’inchiesta tocca perfino il mondo ecclesiastico. Un dipendente legato alla Curia di Nola, secondo gli investigatori, avrebbe “indirizzato” la vendita di un terreno a una società gradita al clan. Un episodio che, pur non configurando una complicità diretta della Curia, mostra come la rete dei Russo fosse capace di arrivare ovunque.

Un territorio che tace

Perché nessuno denunciava? Gli inquirenti lo spiegano lucidamente: il clan offriva “soluzioni”, “intermediazioni”, “aiuti”. Si creava un equilibrio perverso in cui nessuno si considerava vittima, ma complice senza accorgersene.

Il generale Biagio Storniolo, comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, sintetizza così: “È una camorra che controlla tutte le attività sul territorio. Che si infiltra nell’imprenditoria… nel ramo immobiliare… nel gioco d’azzardo. Una camorra che cresce.”

Oggi, dopo le 44 misure, la rete ha subito un colpo durissimo. Ma la camorra che non spara, che non urla, ma che si impone con la convenienza, è molto più difficile da sradicare.

Per delega del Procuratore Distrettuale, si precisa che “il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.”

Elenco Indagati (Misure Diverse dagli Arresti Domiciliari)
ABBATIELLO Paolo, nato a Napoli il 08.05.1966
ALLA Endri, nato a Tirana (Albania) il 22.09.1999
ALFIERI Andrea, nato a San Gennaro V.no (Na) il 04.02.1970
AMBROSINO Antonio, nato a Vico Equense (Na) il 27.10.1967
AMMIRATI Mario, nato a Nola (Na) il 12.11.1990
BARBARINO Aniello, nato a Roccarainola (Na) il 08.01.1969
BARBARINO Sabato, nato a Napoli il 12.06.1990
BIANCARDI Pasqualino, Nola (Na) il 15.07.1973
BIONDI Antonietta, nata a Pomigliano d’Arco (NA) il 04.04.1991
BOLOGNINO Giovanni, San Paolo Bel Sito (Na) il 02.02.1977
BUONOCORE Salvatore, nato a Napoli il 16.06.1980
CARANDENTE SICCO Francesco, nato a Napoli il 18.03.1988
CARELLA Luigi, nato a Napoli il 30.07.1972
CARELLA Francesco Pio, nato a Napoli il 03.01.2002
CAVA Salvatore, nato a Nola il 23.
CAVEZZA Domenico, nato a Nola (Na) il 09.10.1991
COPPOLA Gennaro, nato a S. Giuseppe V.no (Na) il 29.09.1988
COSTANZO Pasquale, nato a Napoli il 10.07.1992
COSTANZO Salvatore, nato a Napoli il 03.08.1975
DI TELLA Giuseppe, nato a Capua (CE) il 12.02.1971
DE CAPUA Sebastiano, nato a Camposano (Na) il 25.05.1957
DE LUCIA Giacomo, nato ad Ottaviano (Na) il 08.03.1974
D’ELIA Sabato, nato a Napoli il 05.11.1991
DELLA Pietra Leonardo, nato a San Paolo Bel Sito (Na) il 22.04.1988
DE MARIA Giovanni, nato a Napoli 18.03.1993
ESPOSITO Felice, nato a Nola (Na) il 21.10.1984
GALLUCCI Antonio, nato a Nola (Na) il 10.03.1957
GALLUCCI Leonardo, nato a Nola (Na) il 19.01.1986
LICCIARDI Antonio, nato a Napoli il 10/02/1995
LICCIARDI Gennaro, nate a Napoli il 11.03.1990
LOMBARDI Rosina, nata a Nola (Na) il 26.06.1984
MAIELLO Mario, nato a Castellammare di Stabia (Na) il 11.12.1984
MATURO Francesco, nato a San Giuseppe V.no (Na) il 22.05.1970
MAZZOLA Giovanni, nato ad Atripalda (AV) il 22.08.1987
MOCCIA Antonio, nato a Cercola (Na) il 20.01.1983
NAPPI Gennaro, nato a San Giuseppe V.no (Na) il 21.11.196
PARISI Giuseppe, nato a Napoli il 22.07.1970
PEZONE ALESSIO, nato a Napoli il 28.03.2000
ROMANO Giovanni, nato a Napoli il 23.06.1976
RUSSO Antonio, nato a San Gennaro V.no (Na) il 01.01.1979
RUSSO Michele, nato ad Avellino il 24.05.1981
RUSSO Paolino Felice, nato a S. Paolo Bel Sito (Na) il 25.04.1980
SAPIO Salvatore, nato a Napoli il 17.12.1978
SCALA Attilio, nato a San Paolo Bel Sito (Na) il 19.10.1979
SICONDOLFI Carmine, nato a Nola (Na) il 13.03.1973
SILVANO Domenico, nato a Pomigliano D’Arco (Na) il 09.08.1975
STEFANILE Giuseppe, nato a Napoli il 07.12.1964
TUFANO Francesco, nato a S. Giuseppe V.no (Na) il 07.01.1985
VAIANO Paolino, nato a S. Gennaro V.no (Na) il 10.11.1985
ZOPPINO Fabio, nato a Napoli il 03.03.1980
ZOPPINO Ferdinando, nato a Napoli il 01.09.1978

Arresti Domiciliari
BERNARDO Antonio, nato a Maddaloni (Ce) il 22.12.1972
CACCAVALE Giuseppe, nato a Cicciano (Na) il 29.02.1956
CAMERLINGO Salvatore, nato a Napoli il 26.09.1975
FICO Santo, nato a Cercola (NA) il 18.08.75
FURINO Umberto, nato a Nola (NA) il 14.11.1969
IOVINO Michele, nato ad Avellino il 04.06.1974
LANZARA Giovanni, nato a Nola (Na) il 23.10.1957
MANZI Andrea, nato a Casamarciano (NA) il 17.08.1960
MASCOLO Carlo, nato Cicciano (Na) il 20.12.1955
NAPOLITANO Antonio, nato ad Avellino il 19.01.1982
NAPOLITANO Daniele, nato ad Avellino il 30.09.1983