Napoli: cuore e polmoni

Enrico Russo
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Sotto un cielo grigio di novembre, il Napoli di Bigon strappa due punti pesantissimi contro un Lecce operaio e coraggioso, al termine di una sfida vibrante decisa solo nel finale. Finisce 3-2 per gli azzurri, che mantengono la vetta della classifica non senza qualche brivido di troppo.

La gara sembra mettersi subito sui binari giusti per i padroni di casa. Al 22′, il San Paolo esplode: cross pennellato dalle retrovie e inserimento perfetto di Crippa che, di testa, trafigge Terraneo. Il Napoli sembra in totale controllo, ma il Lecce non è venuto a Fuorigrotta per fare la comparsa.

A metà della ripresa, l’imprevedibile. Tra il 64′ e il 69′, i salentini gelano lo stadio: Pasculli trasforma con freddezza un calcio di rigore, pareggiando i conti. Cinque minuti dopo, è Virdis a firmare il sorpasso con un colpo di rapina che ammutolisce i tifosi azzurri.

Sotto 1-2, il Napoli reagisce con la forza della disperazione e della classe pura. La spinta dei cinquantamila del San Paolo si fa incessante. Al 38′ della ripresa, ci pensa Careca: il centravanti brasiliano risolve una mischia furibonda in area leccese, siglando il 2-2 che scaccia l’incubo della sconfitta.

Ma il pareggio non basta a una squadra che punta allo Scudetto. Quando il cronometro segna il 45′, l’uomo del destino si palesa sotto la Curva B. Gianfranco Zola, il “piccolo grande” sardo che sta imparando l’arte dal Maestro col numero 10, svetta di testa (sorprendendo tutti per l’elevazione nonostante la statura) e insacca il definitivo 3-2.