A Marina del Cantone, in Costiera Sorrentina, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli, hanno effettuato nei giorni scorsi una serie di controlli mirati negli stabilimenti balneari della zona. L’operazione, inserita in un più ampio piano di verifiche sulla legalità nel settore turistico, ha portato alla luce una vicenda di sfruttamento lavorativo che vede coinvolti due cittadini marocchini, un uomo e una donna, entrambi privi di regolare permesso di soggiorno.
I militari, nel corso dell’ispezione, hanno accertato che i due stranieri erano stati assunti in nero presso un lido e impiegati in condizioni non conformi alla normativa vigente. La retribuzione corrisposta era inferiore a quella stabilita dai contratti nazionali di categoria e le condizioni di impiego facevano emergere profili di sfruttamento. A finire nei guai è stato l’amministratore unico della società che gestisce lo stabilimento balneare, denunciato all’autorità giudiziaria per sfruttamento del lavoro. Oltre al procedimento penale, l’imprenditore dovrà far fronte a sanzioni amministrative che superano i 37 mila euro.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio: la Costiera Sorrentina, come altre aree ad alta vocazione turistica e agricola della Campania, è spesso al centro di indagini relative al lavoro irregolare e allo sfruttamento, fenomeni che coinvolgono soprattutto cittadini stranieri in condizioni di vulnerabilità. Le verifiche condotte dai Carabinieri, che hanno riguardato anche aspetti di sicurezza alimentare e organizzazione delle attività, mirano a contrastare pratiche illegali che mettono a rischio non solo i diritti dei lavoratori, ma anche la sicurezza dei consumatori e la concorrenza leale tra imprese.
Il quadro normativo italiano è molto chiaro: l’impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno è vietato e comporta conseguenze gravi per i datori di lavoro. Dal 2016, con l’introduzione della legge contro il caporalato, le sanzioni sono state ulteriormente inasprite e comprendono sia pesanti multe sia la possibilità di procedimenti penali. L’obiettivo è tutelare i lavoratori da situazioni di sfruttamento e garantire un mercato del lavoro più trasparente e sicuro.
Le indagini, fanno sapere i Carabinieri, non si fermeranno a questo episodio. Sono previsti ulteriori controlli in diversi stabilimenti balneari della penisola sorrentina, con l’intento di verificare la regolarità dei rapporti di lavoro e il rispetto delle norme di sicurezza. Un’azione che assume particolare rilievo in un periodo come quello estivo, in cui l’afflusso turistico aumenta sensibilmente e con esso anche il rischio di fenomeni di lavoro irregolare e sottopagato.

