Le Dieci Opinioni dopo Napoli vs Francoforte

Corrado Angelini
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Il Napoli di Conte pareggia contro l’Eintracht e complica notevolmente il proprio cammino in Champions. Di seguito le nostre Dieci Opinioni su Napoli 0-0 Francoforte.

Le scelte di formazione. Dopo l’infortunio di KDB, l’assetto tattico è tornato quasi naturalmente al 4-3-3: scelte obbligate in alcuni ruoli con i vari infortuni, e soprattutto a centrocampo iniziano a pesare le assenze di alternative. La stagione è lunga e densa di impegni, ed è impossibile che questi giocatori reggano un così alto minutaggio, senza pagare conseguenze a livello di brillantezza e infortuni. Serve aiuto, magari già a gennaio…

Il ritorno di Rrahmani. Forse solo nella passata stagione questo giocatore ha ottenuto il riconoscimento che merita, e quest’anno la sua assenza ha confermato l’enorme importanza della sua figura: leader dentro e fuori dal campo, uomo spogliatoio, primo regista in costruzione, metronomo della difesa, equilibratore anche di un talento come Buongiorno. Grazie di proteggerci Amir.

3 partite 0 gol subiti. Strettamente legato al ritorno di Rrahmani è la ritrovata compattezza difensiva: proprio come la passata stagione, nelle ultime 3 gare non solo il Napoli non ha concesso gol, ma ha dato quella sensazione di essere un corpo unico, solido, coeso, al quale fare gol richiede davvero qualcosa di speciale. E dopo il traballante avvio di stagione, non si poteva chiedere di meglio. Eppure, ogni cosa ha il suo rovescio…

3 partite 1 gol fatto. Il gol di Anguissa al Lecce, e poi Como e Francoforte che hanno confermato qualcosa che anche nei momenti migliori era parso sempre presente: il Napoli fatica a segnare. L’arrivo di Hojlund aveva tamponato il problema, così come l’anno scorso i gol di Scott e Lukaku avevano risolto parecchi problemi. Perché anche quando la squadra riesce a creare, ritorna la questione della assenza di uomini, e soprattutto esterni d’attacco, capaci di trasformare il poco in molto, che hanno i gol nel sangue, insomma quelli a cui basta una sola occasione buona. Bisogna trovare alternative, e alla svelta…

L’avversario. Francoforte che sicuramente è indebolito rispetto alla passata stagione, eppure è sempre presente nelle competizioni europee, così come in Germania lotta per l’alta classifica. Stasera hanno trasformato la debolezza in forza: consapevoli di concedere troppo in fase difensiva, hanno organizzato una partita di “catenaccio”, come l’ha definita un maestro in tale ambito, ossia Antonio Conte. Bisogna riconoscere il merito dell’avversario, e ricordarci che questo è perché il Napoli è ormai temuto anche in Europa, e questo va sfruttato di più…

Le occasioni fallite. Forse la più clamorosa è quella di Mctominay, ma stasera il Napoli è apparso poco brillante anche su alcuni banali errori in impostazione, in uscita palla al piede, su rimpalli e duelli singoli. Insomma serve trovare lucidità sotto porta e in mezzo al campo, dato che ad alti livelli è il dettaglio che fa la differenza: altrimenti si rischia di rovinare tutto il buono fatto…

L’ingresso di Lang. L’olandese entra col piglio giusto, la scossa di elettricità si tocca con mano a ogni pallone, e nelle ultime partite appare sempre più membro attivo dell’intera squadra. Tutto ciò grazie alla, finalmente, nascita del rapporto con Conte: i due sono personalità forti, pieni di fuoco, e sembra che finalmente la scintilla sia scoccata. Serve la sua qualità in campo, e vedremo se, finalmente, l’investimento darà i suoi frutti…

Il fattore Anguissa. Nonostante alcune potenziali occasioni che potevano essere gestite in miglior modo, e alcuni errori di precisione, stasera l’uomo di Conte ha regalato l’ennesima prestazione d’alto livello: corsa, quantità, pressing, inserimenti. In questo momento è impensabile un Napoli senza di lui, aspettando gennaio…

Il diamante Elmas. Quello che si nota subito dal suo ritorno in azzurro è una maturità superiore, acquisita anche grazie alle esperienze avute con altre realtà. Stasera è stato quasi una lezione, un saggio di tutte le sue qualità e punti di forza: parte da esterno sinistro, col compito di coprire la fascia sull’esterno del Francoforte, e regala giocate e numeri offensivi che hanno ricordato un certo Kvara su quel lato, andando a sfiorare il gol in più occasioni. Nel secondo tempo ritorna a fare il play davanti alla difesa, come nelle scorse partite, e lo fa con una tranquillità ed efficacia da veterano del ruolo. La differenza rispetto al passato è tutta qui: non solo un jolly qualsiasi, ma consapevolezza dei propri mezzi unita ad umiltà e abnegazione.

Cosa facciamo Antonio? Nel momento più difficile della sua esperienza a Napoli, quest’uomo innamorato del lavoro, della sofferenza e soprattutto della vittoria, ha riportato equilibrio in campo e fuori, rimesso a posto i pezzi che non combaciavano, e ricucito ogni possibile strappo. Stasera la partita è stata di buon livello, ma ora tocca risolvere l’antico problema dei gol, ma siamo sicuri che come l’anno scorso Antonio starà già mettendo mano all’opera, proprio come fatto con la ritrovata solidità difensiva e di squadra in campo. In conferenza il mister ha parlato giustamente di percorso, con tutte le varianti e difficoltà del caso: attenzione però a non creare alibi e scuse mentali, soprattutto con la tentazione di concentrarsi solo sul campionato in ottica futura, cercano un clamoroso secondo scudetto consecutivo. Il Napoli ha l’obbligo di provare tutto per camminare in Europa, proprio perché la storia non è dalla nostra parte: la storia si costruisce passo dopo passo, e speriamo che ciò valga anche per quest’anno. E inoltre Antonio è la tua occasione per toglierti questa brutta etichetta che ti hanno appiccicato da anni addosso: questa è l’occasione, porta il tuo Napoli dove nessuno è mai riuscito prima.