Dieci opinioni dopo Parma – Napoli

Enrico Russo
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Lunedì mattina e l’amarezza del pareggio. Ecco le nostre dieci opinioni del match del Tardini.

  1. ALLE 15.00. La domenica alle tre sta diventando un tabù: terzo pareggio di fila per un Napoli che fatica a ritrovarsi sotto la luce del giorno. Forse è vero quando dicono che gli azzurri sono belli solo di notte.
  2. IL SANGUE. Dopo il successo di Pasquetta, Conte aveva fiutato il sangue, convinto di poter accorciare sull’Inter. Ma le speranze si sono congelate dopo appena 35 secondi: quel sangue è diventato ghiaccio al gol a freddo degli avversari. A scaldare il cuore azzurro ci ha pensato l’uomo con il ghiaccio nelle vene, che ha agguantato il pareggio… anche se, alla fine, resta solo la sensazione di un’altra emorragia di punti, in particolare contro le piccole del campionato.
  3. LA FORMAZIONE. Conte punta sul sicuro confermando i ‘Fab Four‘ dal primo minuto, con il ritorno tra i titolari di Højlund, rimasto a riposo nel match contro il Milan. Nella ripresa, il tecnico rimescola le carte inserendo forze fresche: spazio a Giovane, Santos, Elmas, Beukema e Gutierrez. Nota dolente della giornata le prestazioni di Politano e del danese, apparsi visibilmente sottotono
  4. IL PARMA. Il Parma si conferma, ad oggi, la compagine meno convincente del torneo. In un match chiave per la permanenza in Serie A, la squadra di Cuesta ha rinunciato a giocare, schierandosi con un 6-4-0 puramente ostruzionistico. Nonostante le pesanti assenze, l’atteggiamento dei crociati è sembrato lontano dagli standard richiesti per militare nel massimo campionato
  5. IL TIFO. Nonostante il divieto per i residenti in Campania, la ‘Napoli 081’ del Nord risponde ancora una volta all’appello. In 3500 si sono ritrovati a Parma, arrivando da ogni angolo del Settentrione per far sentire la propria voce. D’altronde si sa: il nostro è un amore viscerale e, proprio perché a volte fa soffrire, è ancora più unico.
  6. IL RISULTATO. 1 a 1. Giusto? Per le statistiche del campo (e per il tricolore sul petto) no!
  7. LA PARTITA. Non c’è nemmeno il tempo di prendere le misure che il Parma è già avanti grazie a Strefezza. Il Napoli accenna una reazione, ma tra la densità difensiva dei padroni di casa e la scarsa lucidità sotto porta, gli azzurri chiudono la prima frazione sotto di un gol. Nella ripresa la pressione aumenta e McTominay firma il pareggio; tuttavia, nonostante gli ingressi di Santos e Giovane per dare nuova linfa all’attacco, il Napoli non va oltre il segno X a Parma
  8. LA CLASSIFICA. Poteva essere la svolta decisiva, ma questo pareggio allontana il Napoli dal sogno tricolore. Sembra che il destino dello scudetto sia già stato scritto altrove; tuttavia, visto il livello mediocre dell’attuale campionato, nulla può dirsi ancora precluso, nemmeno dopo lo stop di ieri.
  9. L’UOMO PARTITA. Finalmente brilla il numero 4: quell’Alessandro Buongiorno finito spesso nel mirino della critica durante la stagione. L’ex Torino giganteggia nel duello individuale e, nonostante l’attacco dei crociati fosse apparso poco lucido, è lui a dettare i tempi della manovra e a guidare i movimenti del reparto. Decisivi alcuni suoi interventi in chiusura che hanno blindato il risultato
  10. OPINIONE FINALE. C’è qualcosa di profondamente irrazionale nel restare fedeli a questi colori, specialmente quando il campo non ci dà tregua. È un sentimento simile a quello per una donna che sa incantarti e tormentarti nello stesso istante: non importa quanto il colpo faccia male, non trovi mai la forza di voltarle le spalle. Ci chiediamo spesso quando avrà fine questa nostra cieca devozione, pur sapendo che non potremmo mai farne a meno. Finiremo sempre per ritornare là, dove per sorridere ci bastava guardarci negli occhi.