Dieci Opinioni post Napoli 2-0 Qarabag

Corrado Angelini
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Dopo la bella vittoria maturata in Champions League contro il Qarabag torna la nostra rubrica con le Dieci Opinioni sul match:

LA CONFERMA DEL 3-4-3
Antonio Conte conferma la svolta tattica che ha portato alla vittoria contro l’Atalanta: il sistema migliore considerando gli uomini a disposizione, ma probabilmente il miglior vestito a prescindere per questo Napoli anche quando torneranno gli infortunati. La squadra apatica, sterile e vulnerabile vista col 4-1-4-1 e col 4-3-3 sembra un ricordo lontano: il Napoli a tre è un Napoli compatto, il lavoro sugli esterni è ossigeno per la manovra ed esalta le caratteristiche offensive dell’intera rosa. È questo il segreto dei grandi: dal male fare uscire il bene, dalle sventure creare le svolte che salvano le stagioni, e Antonio Conte è un grande in questo.

GUTIERREZ E…
Lo spagnolo si unisce alla lista di infortunati di lusso del Napoli: Conte in conferenza ha chiesto di chiedere a chi dovere, ma le domande e perplessità restano tutte. Una stagione lunga e faticosa può portare sicuramente conseguenze, ma a Novembre contare già tutte queste problematiche sicuramente richiede riflessioni da parte di tutti…

L’AVVERSARIO
Il nome non altisonante può ingannare, ma chi mastica di calcio sa perfettamente la difficoltà nell’affrontare questa squadra: non solo il risultato contro il Chelsea lo scorso turno, ma è una squadra che da diversi anni partecipa stabilmente alle competizioni europee, e che stasera ha confermato d’essere un osso duro per chiunque. Squadra che ad alcune buone individualità, con Addai su tutti, unisce un orgoglio e una volontà di lottare da applausi. Guai a sottovalutare chiunque in Champions, e bravo il Napoli ad approcciare l’avversario con la giusta concentrazione e mentalità.

KOCHALSKI IN VERSIONE BUFFON…
Se il Napoli ha faticato tanto per sbloccare la gara, soprattutto nel secondo tempo il merito va a quest’uomo: non solo il rigore parato, ma almeno tre interventi di grande livello. Ma anche lui si è dovuto arrendere davanti a un certo scozzese…

NEL MOMENTO DEL BISOGNO, SEGNA SEMPRE SCOTT MCTOMINAY
Sfiora la doppietta, col secondo che viene giustamente ufficializzato come autogol, ma è un dettaglio: sblocca la gara nel momento di maggior spinta offensiva con un colpo di testa da rapace d’aria, mette il punto fine con una girata di chi ormai è abituato ai gol pazzeschi, e tutto ciò senza smettere di recuperare palla, pressare, ripulire le azioni e inserirsi in area costantemente: nessun calo col passaggio a due a centrocampo, anzi sembra esaltarsi ancora di più. D’altro canto, nel momento del bisogno ci pensa sempre Scott…

IL GESTO DI HOJLUND
Non la migliore partita da quando è arrivato a Napoli, e il rigore sbagliato sicuramente è un rigore non ben calciato: ma al momento dell’uscita dal campo quelle mani alzate come segno di scusa sono il simbolo del rapporto che si è creato quasi spontaneamente tra questo ragazzo e Napoli. Il futuro è tuo Rasmus, anzi nostro.

NERES-DIPENDENTI
Esiste un Napoli con David Neres, e una Napoli senza David Neres, e il segno di ciò è dato dalla seconda panchina consecutiva per Matteo Politano, l’uomo per eccellenza di Conte e colui che è stato proprietario indiscusso della fascia destra del Napoli per anni orami. Perché ormai il brasiliano è entrato nella mentalità di Conte del lavoro difensivo e di copertura, ma a ciò unisce giocate, fantasia, una elettricità che nessun giocatore in rosa ha nel Napoli: il gol sfiorato è l’immagine del momento di grazia di David, che finalmente può giocare nel suo ruolo, e che con la copertura di Di Lorenzo e Beukema sull’asse destro, gode di una libertà maggiore che gli permette di sfrenarsi maggiormente in fase offensiva. In questo momento siamo tutti Neres-dipendenti…

NERES-LANG-HOJLUND: STA NASCENDO UN TRIDENTE?
Nella sua storia recente, il Napoli ha potuto vantare tridenti che hanno lasciato un marchio indelebile nella storia di questo club e non solo: dal trio delle meraviglie Hamsik, Lavezzi e Cavani, a Insigne e Higuain e Callejon prima con Mertens poi, arrivando a Kvara, Osimhen e Politano: nel momento del bisogno Neres e Lang sono diventati titolari, ma sul campo le risposte stanno certamente arrivando: bisogna lavorare e crescere ancora, ma può essere l’inizio di qualcosa di magico…

LE EMOZIONI DI VERGARA
Pochi minuti, ma che siamo certi l’ex Primavera ricorderà per sempre: dopo l’esordio contro il Sassuolo con la maglia del Napoli in Serie A, arriva l’esordio in Champions. Emozioni fortissime per questo ragazzo che ha tutte le qualità per fare bene, soprattutto sotto la guida formativa di Antonio Conte. Che possa essere l’inizio di un futuro da campione…

LA MOSSA CONTE
Quando arrivò a Napoli, lavorò tutta l’estate sulla difesa a 3 e sul suo 3-4-3. Poi tra mercato e necessità passò a 4, e da quel momento, tranne sporadiche occasioni, ha mantenuto invariato l’assetto tattico. Gli infortuni hanno spinto Conte ha riportare in vita il suo amato sistema tattico, e il Napoli sembra aver ritrovato una nuova vita, sia in fase offensiva (5 gol in 2 partite) che in fase difensiva (1 solo gol concesso nelle ultime due). Ma la vera mossa di Conte stasera è stata un’altra: nel momento di maggior spinta offensiva, toglie Beukema per mettere Politano e passare al 4-2-3-1, con conseguente gol di Scott dopo pochi minuti. Anche con pochi uomini a disposizione, l’allenatore azzurro mostra quella flessibilità e quella lettura delle partite che porta a vincere quando la partita sembra difficile anche solo da sbloccare. Complementi ad Antonio, che ha rimesso sul giusto binario il cammino in Champions, e che ora mette nel mirino la Roma, con un solo obbiettivo: riprendersi la vetta in campionato.